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    February 21

    American History X

    Paese: USA, 1998
    Regia: Tony Kaye
    Interpreti: Edward Norton, Edward Furlong, Jennifer Lien, Stacey Keach

     Trama
    E’ la storia di Derek Vinyard (Edward Norton), un giovane skinhead neofascista appena uscito di prigione, e del fratello minore Danny (Edward Furlong) che vuole seguirne le orme. Nel rapporto tra i 2 fratelli interviene il prof. Swiney, un insegnante di colore che, avendo già avuto Derek al liceo, comprende la situazione di Danny. Il prof. Swiney dà un compito a Danny: scrivere una tesi sul fratello maggiore e sugli eventi che lo hanno portato in carcere. Dai flash-backs affiora un Derek violento e intollerante sia nelle parole che nei fatti. Una sera, dopo un violento scontro con i suoi ex-camerati, Derek spiega a Danny cosa l’ha fatto cambiare e cosa l’aveva spinto a diventare un “discepolo di Cristo”, il gruppo neofascista di cui faceva parte. Il racconto di Derek convince Danny e gli fa capire che sono stati l’odio e la rabbia a mandarlo in prigione. Ma quando la serenità sembra tornare, ecco la tragedia finale: la mattina dopo Danny è ucciso nei cessi della scuola da un ragazzo di colore con cui aveva avuto un diverbio il giorno prima. Il film si conclude con Derek che piange sul fratello morto e fa capire come l’odio sia una palla al piede.


    Recensione
    American history X è una riflessione sull’odio e in questo caso è in scena il razzismo. Kaye presenta la storia di un ragazzo, orfano di padre e deluso dalle “ingiustizie” sociali, che canalizza la rabbia verso il mondo nell’attività “politica” di un hate group, dove crede di trovare forza e sicurezza. Il punto forte di American history X sono proprio i flash-backs, da cui lo spettatore può apprendere le cause della sorte di Derek. Ripercorrendo i fatti che hanno fatto incarcerare il fratello, Danny viaggia nei ricordi per trovare la “radice del male”. Ma è proprio Derek che, rivelando la violenza subita in carcere dai membri dell’Aryan Brotherhood, spiega come l’odio verso tutto e tutti lo avesse accecato. Nella spiegazione di quanto gli è successo, Derek non vuole dire al fratello cosa non fare o fare; in quel momento l’unica cosa che conta per l’ex-skinhead è che Danny capisca che prima o poi nella vita tutto si paga; e il finale tragico lo conferma. American history X non è solo un’analisi del fenomeno degli skinheads neofascisti, ma anche una condanna del pregiudizio razziale, tematica molto discussa negli USA. Il film è reso ancora più “poetico” da un’accurata fotografia e da una sceneggiatura che esprime perfettamente il tema narrato.

    February 05

    Amicizia...

    Ho sempre avuto il sospetto che l’amicizia venga sopravvalutata. Come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. Noi essere umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. Ecco perché l’amicizia viene rappresentata con patti di sangue, lealtà eterne, e addirittura mitizzata come una variante dell’amore, più profonda del banale affetto di coppia. Eppure non dev’essere un vincolo tanto solido, se l’elenco degli amici perduti è sempre più lungo di quelli conservati. Il padre di Blas ci ripeteva sempre che la fiducia negli altri è un segno di debolezza, ma per lui ogni barlume di umanità era roba da checche. Colonnello della riserva con simpatie naziste universalmente note, non attribuivamo grande valore alle sue opinioni. In fondo era più saggio quello che un tizio , finito lungo disteso sul pavimento di un’osteria, un giorno ci aveva gridato : “Io agli amici non racconto le mie pene; chi vuole divertirsi , vada a fottersi sua madre”. L’amicizia mi è sempre parsa un cerino che è meglio spegnere prima di bruciarsi le dita...

    tratto da "Quattro amici" di David Trueba, Feltrinelli

    Fura...

    Ieri sera ho passato una splendida serata

     in compagnia di una splendida ragazza

    in uno dei posti che mi piace di più ultimamente... il Fura!

    Non dovevo andare per via di un pò di casini che ci sono in giro

    ma all'ultimo si è presentata l'occasione e sono andato!

    Arriva l'ora di partire ed ero terrorizzato

    dall'idea di dover passare alcuni frangenti della serata

    da solo con questa donna,

    perchè sa essere tanto splendida, quanto insopportabile...

    i più avranno già capito di chi stiamo parlando!

    Eppure mi sono divertito tantissimo!

    Abbiamo parlato di una miriade di cose

    e la serata è piacevolmente trascorsa.

    Ne avevo proprio bisogno. Grazie mille di cuore.

    Paniz